A cura di Marina Pillon
Mettendo ordine in un vecchio cassetto trovo una scatola contenente gomme da cancellare che mi aveva comprato mia madre quando ancora andavo alle elementari. Pazzesco come siano sopravvissuti circa una quarantina d’anni.
Guardarle, prenderle in mano, annusare quello che rimane dei loro antichi profumi ha rievocato vecchi ricordi.
Poi ho pensato a come
le cose che abbiamo, ma non ricordiamo di avere, è come se non le avessimo.
Così è anche per alcune nostre capacità che non alleniamo.
Vi propongo due esercizi:
- provate a scrivere tutte le cose che vi piaceva fare o che avreste voluto fare, ma che per motivi vari avete messo da parte. Quale capacità o predisposizione sono state bloccate e potrebbe essere venuto il momento di esercitare?
- fate un elenco di cattive abitudini che non sono più benefiche per voi, o non lo sono mai state, e sceglietene una da cui partire per cancellarla e sostituire eventualmente qualcosa di più benefico che risponde all’esigenza per cui l’avevate acquisita.
Se non vi viene in mente nulla, osservate anche solo il vostro modo di comunicare e le reazioni nell’ambiente. E’ possibile che avreste voluto dire quanto tenevate a qualcuno o complimentarvi con lui, ma non lo avete fatto o non abbastanza?
Oppure siete arrabbiati per un’ingiustizia che la vita vi sembra avervi fatto e usate parole aggressive o denigratorie quando vi riferite a situazioni che non apprezzate? Come vi sentite dopo? Se provate a usare un linguaggio diverso potreste scoprire di stare meglio anche voi.
Provate ad esercitarvi per un mese e osservate cosa cambia nella vostra vita.
Un’altra riflessione che ho fatto riguarda il conservare e il cancellare. Ripensando alla mia vita mi rendo conto che ho sempre guardato al trasformare, all’evolvere, pensando al senso del conservare come a qualcosa di noioso. In realtà, proprio come quelle gomme, ho dovuto allenare molto la forza conservativa che è in me molto presente.
In effetti occorre un equilibrio tra le forze creative, conservative ed evolutive (e anche distruttrici perché per ogni cosa che muore qualcosa nasce).
Come nell’universo anche nel quotidiano e in noi si muovono continuamente tutte e tre queste forze madri, miscelandosi e con risultati sempre diversi.
Stiamo vivendo un periodo molto importante: pandemia, crisi economiche, guerre, stravolgimenti di equilibri, il lavoro che cambia.
Dal 2018 l’ingresso di Urano in Toro ha costretto tutti a una focalizzazione sul rapporto con la terra, col denaro, con le proprie capacità, con il concetto di sopravvivenza. Come è la sua natura, è stato ed è tutto molto improvviso e netto, ma come siamo arrivati qui è stato un progressivo.
Qualcuno vorrebbe cancellare tutto, qualcuno si aggrappa a ciò che era
ma il futuro richiede oggi un dinamico equilibrio
Con apertura, tolleranza, inclusione, è responsabilità e potere di ciascuno di noi contribuire al mondo che vorremmo.
Cancellare ciò che davvero non serve più andando oltre i pregiudizi e gli errori commessi, in modo equilibrato
Conservare ciò che di buono abbiamo o che richiede solo un “restyling”
Creare il nuovo futuro insieme, oggi.




